FIGURAZIONE
Stupore e realismo d'angoscia
1939 - 1946
1947 - 1957
Il periodo figurativo, punto di partenza dell'esperienza
artistica di Enrico Accatino, ha inizio nel 1939, quando giovanissimo
e autodidatta inizia ad esprimersi per immagini.
Un percorso che nel primo dopoguerra sarà segnato
da tre fondamentali esperienze: l'iscrizione all'Accademia di Belle
Arti di Roma, la frequentazione a Torino dello studio privato di
Felice Casorati, e infine il lungo soggiorno a Parigi, dove conoscerà
artisti come Severini, Giacometti, Laurens, Manessier.
Iniziano così 10 anni di lavoro intenso, nella
rappresentazione di un'umanità che lavora e che soffre. Nascono
intensi cicli come "Maternità", "Fuga delle donne", o come il Tema
del Mare, che ritornerà nelle scene di pesca (le "Mattanze" nate
dall'esperienza vissuta nelle tonnare della Sardegna), negli "Annegati"
o nel "Trasporto", che nel 1953 gli permetterà di vincere la prima
edizione del Premio Marzotto.
Opere contrassegnate da uno stile vigoroso e
dolente (Corrado Maltese lo definì "realismo d'angoscia") che,
alla fine del '57, condurrà Accatino al definitivo passaggio
verso l'astrazione (v. L'Attesa).
|